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Wise Man's Grandchild

Chapitre 168

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Chapitre 168

Chapitre 168

Chapitre 168/31154%~7 min de lecture1 395 mots

L'indomani del nostro incontro con il presidente Aaron e Shao Lin, l'addestramento intensivo di Sicily ha avuto inizio.

L'altro ieri, noi che avevamo conseguito il diploma all'Accademia Superiore di Magia, finalmente siamo riusciti a ritagliarci del tempo durante i giorni feriali.

Fino a quel momento, potevamo liberarci solo dopo le lezioni o nei giorni di festa dell'Accademia.

Così, ci siamo recati subito alla clinica dove Sicily presta servizio.

Alla clinica annessa alla chiesa si presentano persone di ogni tipo.

Feriti, malati.

Di norma, sono le miko della religione del Dio Creatore a risiedervi in pianta stabile e a occuparsi delle cure.

In tale contesto, anche per le ferite che mettevano in pericolo la vita, le miko di turno erano ormai in grado di far fronte alla situazione.

Era il risultato dell'insegnamento della magia di guarigione che io avevo trasmesso a Sicily, da lei a sua volta impartita alle miko.

Avevo proposto che fosse assurdo tenere segreta una tecnica capace di salvare vite umane.

Quella tecnica si era diffusa anche presso le miko di altre cliniche, e Sicily era diventata oggetto di una venerazione ancora maggiore.

Lei, peraltro, ne è imbarazzata.

D'altra parte, poiché si sapeva che io stesso avevo trasmesso quella tecnica a Sicily, fui sorpreso di venire venerato a mia volta.

Ero persuaso che tutti gli elogi in ambito terapeutico andassero a lei.

Comunque, lo scopo della nostra visita odierna non era la cura di ferite.

Era per l'addestramento di Sicily.

Dopo aver spiegato le circostanze, il direttore della clinica acconsentì a condizione che partecipassero solo i pazienti d'accordo con il pretesto dell'addestramento di Sicily.

Quello che stavamo per fare era, a tutti gli effetti, una sperimentazione sull'essere umano, eppure, contro ogni attesa, i pazienti accettarono quasi tutti.

A quanto pare, erano in molti, senza distinzione di età né di sesso, a offrirsi volontari con gioia per il perfezionamento della tecnica di Sicily.

In quel momento, compresi quanto Sicily fosse amata dal popolo in quanto Santa, e fui talmente felice da aver quasi le lacrime agli occhi.

Sicily stessa, in effetti, aveva gli occhi lucidi.

Così, il nostro addestramento ebbe inizio.

Il primo a entrare fu un uomo che manifestamente aveva preso un raffreddore.

Poiché Sicily sa usare la magia di esplorazione corporale, le chiesi anzitutto di esaminargli tutto il corpo.

Avendole fatto usare quella magia ripetutamente su di me, su mio nonno, su mia nonna e sui domestici quando erano in salute, è diventata capace di distinguere la differenza tra una persona sana e una che non lo è.

Di conseguenza, scoprì che corpi estranei estremamente minuti si erano infiltrati nel suo organismo.

Quando le feci far circolare la magia di purificazione nel suo sangue, come avevo fatto in precedenza con Ekaterina, l'uomo guarì all'istante.

L'uomo la ringraziò in modo eccessivo, poi se ne andò.

Dopo che diversi pazienti di quel tipo si susseguirono, infine apparve «quella» paziente.

«Ano… da un po' di tempo mi fa male lo stomaco… non ce la faccio più.»

Mormorò con aria sofferente una donna di mezza età.

Sicily le lanciò subito la magia di esplorazione corporale, poi, con un'espressione perplessa, si rivolse a me.

«Shin-kun, quello… questo…»

«Che succede?»

«Nello c'è qualcosa di diverso dal normale. Cos'è?»

«Quale?»

Anch'io, inizialmente, pensavo a una gastrite o a un'ulcera gastrica, ma esplorando scoprii che non si trattava di un'infiammazione, bensì di una tumore.

Non essendo un medico, non posso certificarla con assoluta certezza, ma se c'è un tumore allo stomaco che causa dolore e peggiora le condizioni generali, con ogni probabilità è quello.

«…È questo.»

«!»

Capii che Sicily aveva trattenuto il fiato alle mie parole.

Doveva essere perché aveva realizzato che questa era la vera prova dell'addestramento, e perché poco tempo prima le avevo detto che quella malattia comporta un'alto rischio di morte.

Assunse un'espressione seria come non mai… anzi, severa.

«Eh? Ano… come sta?»

Deve essere per le nostre facce improvvisamente cupe.

La paziente ci guardava con aria ansiosa.

Esitai se dirle la verità o no, ma eravamo venuti proprio per l'addestramento finalizzato a curare quella malattia.

Così, mi feci coraggio e le parlai.

«…Abbiamo riscontrato un tumore nel suo addome. Oggi vi abbiamo chiesto di curare i malati per poterci esercitare a guarire questa malattia. Immagino abbiate già dato un consenso preliminare, ma chiedo conferma: le va bene che sia Sicily a curarla per il suo addestramento?»

«Eh? Ah, sì. Non mi dispiace… però… io… sono messa così male?»

Alle sue parole, io e Sicily restammo un istante senza parole.

Dire o non dire….

Non sapendo decidere, scelsi di chiedere il parere del direttore.

Ne risultò che la paziente desiderava essere informata sulla natura della malattia.

E anche sul trattamento che avevamo in mente.

Udito ciò, decisi di annunciarle la verità.

«La sua malattia, se trascurata, le costerà la vita a colpo sicuro.»

«Eh…»

«Un'anomalia nella divisione cellulare del corpo… ehm, si è formata una parte anomala all'interno del suo organismo. Il trattamento che stiamo per fare consiste nel riportare alla normalità quella parte anomala.»

«E, eeh…»

Visto che la paziente fece una faccia ebete, mi affrettai a spiegarglielo in termini il più possibile semplici.

Ma lei, con un'espressione che diceva di non aver capito nulla, annuì vagamente.

Be', non si può fare altrimenti.

L'importante è ciò che viene dopo.

«Farò del mio meglio. Tuttavia… si prepari al peggio.»

Quando lo dissi, la paziente rimase sotto shock e abbassò lo sguardo.

È normale.

Era venuta per farsi curare, e si era sentita annunciare la propria condanna a morte.

Dopo un po', però, risollevò il viso.

«Oggi, il fatto di essere potuta venire qui è stata una fortuna, vero?»

«Hein?»

«Dato che di solito la Santa si occupa delle ferite, proprio oggi si dedicava alle malattie. Per di più, c'è anche il Re Demone. Non credo esista una fortuna più grande.»

Nonostante dovesse essere piena d'ansia, sorridendo me lo disse.

«…Capito. Farò tutto il possibile perché oggi diventi davvero un giorno fortunato. Sicily.»

«Sì!»

«Allora, ti spiego passo dopo passo. Prima…»

Così, tenendo a mente di essere il più chiaro possibile, le andai insegnando il metodo di cura.

Dopo innumerevoli fallimenti, con me che ogni tanto le mostravo l'esempio, continuammo il trattamento, e infine…

«…Secondo il nuovo esame, l'anomalia è sparita. Mi scusi se c'è voluto tanto tempo.»

Sicily, sebbene la stanchezza le si leggesse chiaramente in viso, riuscì ad abbozzare un sorriso e glielo annunciò.

Finalmente, il trattamento era riuscito.

«…È vero. Tutti i disturbi che avevo finora sono svaniti come per magia!»

«Bene…»

La paziente, raggiante per aver recuperato la salute, e Sicily, che esalava un sospiro di sollievo per aver portato a termine la cura.

Comunque sia, l'essenziale era che Sicily avesse acquisito il metodo per curare quella malattia.

Ma c'era ancora una cosa che dovevo dirle.

«Sono contento che siamo riusciti a guarirla. Solo… questa malattia può recidivare. Se in futuro dovesse stare male di nuovo, venga subito in clinica senza sopportare.»

«C-così?»

«Sì. D'altra parte, come ha appena costatato, è curabile. Ma se aspetta troppo e la malattia progredisce…»

«Ho capito! Se sto male verrò subito!»

«Faccia così. Allora, si prenda cura di sé.»

«Si prenda cura di sé.»

«Sì, davvero, grazie di cuore.»

Le feci quella raccomandazione perentoria e la feci rientrare.

A quel punto, Sicily emise un gran sospiro, diverso da prima.

«Haah… sono contenta che la cura sia riuscita…»

«Già. Ma una volta sola non basta per stare tranquilli, quindi se ne trovano altri la cureremo ancora.»

«Sì, ho capito.»

«Certo, il trattamento di prima ti ha stancata. Finché non si presenta quel paziente, mi occupo io delle visite, quindi riposati un po'.»

«Eh. M-ma…»

«Niente ma. E poi, non è quasi l'ora del pranzo di Silver?»

«Ah! È vero! Scusi, Shin-kun, vado a occuparmi di Silver!»

Detto questo, Sicily aprì una Porta e fece ritorno a casa.

Chissà se badare a un bambino conta come riposo?

Del resto, se non gliel'avessi detto, con il suo forte senso di responsabilità Sicily non si sarebbe riposata.

Visto che l'addestramento continua, voglio che si riposi il corpo e ricarichi le energie.

Be', se gioca con Silver, il morale tornerà su in un attimo.

Così, io presi il suo posto e proseguii con visite e cure.

Tra i pazienti che entravano nello studio, le facce apertamente deluse degli uomini quando vedevano me, temo che non le dimenticherò facilmente.

Scusate, ci sono io.

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